Cosa prevede la normativa EN ISO 20345?
Le scarpe antinfortunistiche conformi alla EN ISO 20345 devono essere dotate di un puntale capace di resistere a un impatto con energia di 200 joule (J) e a una prova di compressione con una forza di 15 kilonewton (kN).Il puntale può essere realizzato in acciaio, alluminio o materiali compositi, purché soddisfi i requisiti di resistenza previsti dalla normativa.La certificazione non riguarda soltanto il puntale: la norma stabilisce anche requisiti relativi alla costruzione della calzatura e alle sue prestazioni. Ulteriori caratteristiche protettive dipendono dalla classe di sicurezza e dalle proprietà aggiuntive certificate.
Quali protezioni possono offrire le scarpe antinfortunistiche?
Oltre alla protezione delle dita, le scarpe antinfortunistiche possono integrare caratteristiche specifiche in funzione dei rischi professionali.Tra queste rientrano la protezione antiperforazione, utile in presenza di chiodi e oggetti appuntiti, la resistenza alla penetrazione e all'assorbimento dell'acqua della tomaia, la resistenza allo scivolamento e particolari proprietà della suola.Alcuni modelli possono inoltre offrire isolamento dal freddo o dal calore, resistenza al calore per contatto e altre caratteristiche tecniche previste dalle relative certificazioni.Non tutte le scarpe antinfortunistiche offrono automaticamente le stesse protezioni: è sempre necessario verificare la classificazione e le sigle riportate nella scheda tecnica del prodotto.
Tutte le scarpe antinfortunistiche hanno il puntale di sicurezza?
Sì. La presenza di un puntale resistente a 200 J e 15 kN rappresenta un requisito fondamentale per le calzature certificate secondo la EN ISO 20345.Una scarpa professionale priva di puntale, oppure dotata di un semplice rinforzo anteriore non certificato per questi livelli di protezione, non può essere considerata una calzatura di sicurezza conforme alla EN ISO 20345.Questa distinzione è particolarmente importante perché, nel linguaggio comune, il termine scarpe antinfortunistiche viene spesso utilizzato per indicare genericamente le calzature professionali destinate al lavoro.Dal punto di vista tecnico e normativo, tuttavia, esistono differenze tra calzature di sicurezza (EN ISO 20345), calzature di protezione (EN ISO 20346) e calzature da lavoro (EN ISO 20347), che non devono essere considerate equivalenti. Anche una calzatura priva di puntale può infatti offrire caratteristiche protettive specifiche, come proprietà antistatiche, resistenza allo scivolamento o certificazione ESD, purché previste dalla relativa normativa e dalle certificazioni del modello.





Qual è la differenza tra EN ISO 20345 ed EN ISO 20346?
La principale differenza riguarda la resistenza del puntale.Le scarpe antinfortunistiche certificate EN ISO 20345 devono resistere a un impatto di 200 joule (J) e a una compressione di 15 kilonewton (kN).Le scarpe di protezione certificate EN ISO 20346, invece, prevedono un puntale resistente a un impatto di 100 joule (J) e a una compressione di 10 kilonewton (kN).Entrambe le categorie prevedono quindi un puntale certificato, ma con livelli di protezione differenti.La presenza di un puntale da 100 J non rende una scarpa conforme alla EN ISO 20345: le due normative identificano categorie distinte e non devono essere considerate equivalenti.
Quali caratteristiche possono avere le scarpe di protezione?
Oltre al puntale, le calzature certificate EN ISO 20346 possono presentare ulteriori caratteristiche tecniche, in funzione del modello e della classificazione.Tra queste possono rientrare la protezione antiperforazione, particolari proprietà della suola, la resistenza all'acqua e caratteristiche antistatiche.Come per le scarpe antinfortunistiche, queste prestazioni non devono essere considerate automaticamente presenti: è necessario verificarle attraverso la marcatura e la documentazione tecnica della calzatura.
Quando scegliere scarpe di protezione EN ISO 20346?
Le scarpe certificate EN ISO 20346 possono essere utilizzate negli ambienti professionali in cui la valutazione dei rischi individua la necessità di una protezione delle dita compatibile con i requisiti previsti da questa normativa.Non rappresentano però un'alternativa equivalente alle scarpe antinfortunistiche EN ISO 20345 quando l'attività richiede espressamente un puntale certificato da 200 J.Prima dell'acquisto è quindi fondamentale verificare quale categoria di calzature sia prevista per la propria mansione, senza basarsi esclusivamente sull'aspetto esteriore o sulla semplice presenza di un puntale.
Cosa prevede la normativa EN ISO 20347?
La EN ISO 20347 stabilisce i requisiti delle calzature destinate all'utilizzo professionale che non richiedono un puntale protettivo certificato contro urti e compressioni.A differenza delle scarpe antinfortunistiche conformi alla EN ISO 20345, le calzature certificate EN ISO 20347 non devono necessariamente essere dotate di un puntale di sicurezza resistente a 200 J e 15 kN.Questo non significa che siano semplici scarpe sportive o calzature prive di caratteristiche tecniche: la norma prevede requisiti specifici e consente di identificare ulteriori proprietà protettive attraverso le relative classificazioni e marcature.
Le scarpe da lavoro sono antinfortunistiche?
Nel linguaggio comune, il termine scarpe antinfortunistiche viene spesso utilizzato per indicare genericamente le calzature destinate all'ambiente lavorativo. Dal punto di vista tecnico e normativo, però, è importante distinguere le diverse categorie.Le scarpe antinfortunistiche EN ISO 20345 prevedono obbligatoriamente un puntale di sicurezza certificato, mentre le scarpe da lavoro EN ISO 20347 non richiedono questa protezione.Una calzatura EN ISO 20347 non deve quindi essere considerata equivalente a una scarpa antinfortunistica EN ISO 20345 quando l'attività professionale comporta rischi di caduta di oggetti o schiacciamento delle dita.Anche l'eventuale presenza di un rinforzo nella parte anteriore non garantisce una protezione certificata contro gli urti, se non prevista dalla relativa normativa.
Quali caratteristiche possono avere le scarpe da lavoro EN ISO 20347?
Le scarpe da lavoro certificate EN ISO 20347 possono integrare diverse caratteristiche tecniche, a seconda del modello e delle condizioni di utilizzo previste.Tra queste rientrano le proprietà antistatiche, la resistenza allo scivolamento, la resistenza della tomaia alla penetrazione e all'assorbimento dell'acqua e specifiche caratteristiche della suola.Alcuni modelli possono inoltre essere progettati per il controllo delle scariche elettrostatiche, attraverso proprietà ESD conformi ai relativi requisiti.La presenza di queste caratteristiche deve essere sempre verificata nella scheda tecnica e nella marcatura del prodotto: una scarpa da lavoro non possiede automaticamente tutte le protezioni previste dalle diverse classificazioni.
Quando scegliere scarpe da lavoro EN ISO 20347?
Le scarpe da lavoro EN ISO 20347 possono essere una soluzione per attività professionali nelle quali la valutazione dei rischi non richiede una protezione certificata delle dita.Possono essere utilizzate, quando adeguate alle condizioni lavorative, in determinati ambienti interni, attività di servizio, laboratori o mansioni che richiedono caratteristiche specifiche di comfort e stabilità.La scelta non deve però dipendere esclusivamente dalla leggerezza o dalla comodità della calzatura: è necessario verificare che le protezioni disponibili siano compatibili con i rischi effettivamente presenti.Quando è richiesto un puntale di sicurezza, una scarpa da lavoro EN ISO 20347 non può sostituire una calzatura antinfortunistica EN ISO 20345.
Qual è la differenza principale tra scarpe antinfortunistiche e scarpe da lavoro?
La differenza fondamentale riguarda la protezione delle dita contro urti e schiacciamenti.Le scarpe antinfortunistiche certificate EN ISO 20345 devono possedere un puntale resistente a 200 J e 15 kN, mentre le scarpe di protezione EN ISO 20346 prevedono un puntale resistente a 100 J e 10 kN.Le scarpe da lavoro EN ISO 20347, invece, non richiedono un puntale di sicurezza certificato per queste sollecitazioni.Questo significa che una calzatura può essere progettata per l'utilizzo professionale e possedere caratteristiche tecniche specifiche senza offrire necessariamente una protezione delle dita equivalente a quella delle scarpe antinfortunistiche.Le scarpe da lavoro possono sostituire quelle antinfortunistiche?
Le scarpe da lavoro EN ISO 20347 non possono sostituire le scarpe antinfortunistiche quando la valutazione dei rischi richiede una protezione certificata contro urti e schiacciamenti.Allo stesso modo, una calzatura EN ISO 20346 non deve essere considerata equivalente a una EN ISO 20345, poiché il puntale è sottoposto a prove con livelli di resistenza differenti.La scelta deve quindi basarsi sui rischi effettivi dell'attività professionale e sulle protezioni richieste, non soltanto sul comfort, sull'estetica o sulla denominazione commerciale del prodotto.| Caratteristica | Scarpe antinfortunistiche | Scarpe di protezione | Scarpe da lavoro |
| Normativa | EN ISO 20345 | EN ISO 20346 | EN ISO 20347 |
| Tipologia | Calzature di sicurezza | Calzature di protezione | Calzature da lavoro |
| Puntale protettivo | Obbligatorio | Obbligatorio | Non obbligatorio |
| Resistenza agli urti | 200 J | 100 J | Non richiesta |
| Resistenza alla compressione | 15 kN | 10 kN | Non richiesta |
| Protezione antiperforazione | Prevista in determinate classificazioni | Prevista in determinate classificazioni | Possibile in determinate classificazioni |
| Impiego | Dove è richiesta una protezione delle dita | Dove è ritenuta sufficiente una protezione delle dita | Dove non è richiesta una protezione certificata delle dita |





































































