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Beta

7243NFT Scarpe da lavoro alte O2 FO SR RS

 
Codice Articolo : 7243NFT

Beta 7243nft scarpe antinfortunistiche alte o2 fo sr rs 7243nft - dettaglio 1

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Descrizione:

Le scarpe da lavoro alte Beta 7243NFT O2 FO SR RS sono calzature adatte e sicure per ogni ambiente lavorativo.

Sono caratterizzate da una tomaia in pelle idrorepellente traspirante e da una suola in poliuretano bidensità.

Il prodotto Beta 7243NFT è realizzato in classe di protezione O2 FO SR RS e risponde alle normative EN ISO 20345:2022 ed EN ISO 20347:2012.

Il Brand Beta:

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Scheda tecnica:
Tipologia
Scarpe da lavoro alte
Lamina antiperforazione
Non presente
Puntale
Non presente
Normativa Europea
EN ISO 20345:2022
EN ISO 20347:2012
Suola
Poliuretano bidensità
Battistrada
Poliuretano bidensità
Antiolio
Si
Antiscivolo
Si
Antistatico
Si
Tomaia
Pelle idrorepellente
Fodera
Multistrato tridimensionale
Traspirante
Si
Plantare
Carbon in feltro
Chiusura
Stringhe
Colore
Nero
Certificazione
O2 FO SR RS
Resistenza alle flessioni
Si
Assorbimento energia
Sì, Tallone
Linea
Basic
Utilizzo
Professionale
Peso
615 g
Garanzia Beta:

• Garanzia Legale di Conformità

Per i consumatori privati, tutti i prodotti presenti nel nostro catalogo sono coperti dalla Garanzia Legale di Conformità prevista dal Codice del Consumo. La durata della copertura è di 24 mesi dalla data di consegna del prodotto.

Per gli acquisti effettuati da aziende, professionisti o titolari di Partita IVA nell'ambito della propria attività professionale, trovano applicazione le garanzie previste dalla normativa civilistica e dalle condizioni eventualmente offerte dal produttore.

In caso di difetti di conformità, il cliente potrà avvalersi dei diritti previsti dalla legge secondo le modalità e i termini applicabili. Per gli interventi in garanzia è possibile rivolgersi ai Centri Assistenza Autorizzati Italiani del produttore. I produttori si riservano, a propria discrezione e secondo le condizioni di garanzia applicabili, di riparare o sostituire gli articoli che presentino difetti di fabbricazione.

Ti ricordiamo che, in caso di necessità di riparazioni in garanzia, potrebbe essere richiesto di contattare direttamente il produttore o il centro assistenza autorizzato più vicino. Eventuali interventi di assistenza non prevedono la fornitura di utensili o accessori sostitutivi di cortesia durante il periodo di riparazione.

• Manifattura Prodotto

Prodotti ufficiali al 100%, provenienti esclusivamente da distributori autorizzati. Alimentazione conforme agli standard europei con presa italiana ove prevista.

• Estensione Garanzia del Produttore

Alcuni produttori offrono programmi di estensione della garanzia oltre i termini previsti dalla legge. Quando disponibile, nella scheda prodotto è presente il link al portale del produttore attraverso il quale il cliente può registrare il prodotto e aderire al programma di estensione secondo le condizioni stabilite dal produttore stesso.

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FABRIZIO, il 26/10/2026

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Cosimo Damiano, il 25/10/2026

L' ampio assortimento, le informazioni complete e le spedizioni accurate e rapide rendono gli acquisti facili e soddisfacenti.

Jean Hermann, il 25/10/2026

Tutto bene

Markus Ausserer, il 24/10/2026

    

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Non disponibile
Disponibile
Disponibile
Codice articolo
RL10614
7243NFT
BTB0029B0K15
Codice colore
072430535
BTB0029B0K15036
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Tipologia
Scarpe antinfortunistica alte
Scarpe da lavoro alte
Scarpe antinfortunistica alte
Lamina antiperforazione
--
Non presente
Soletta antiperforazione
Puntale
AirToe Aluminium
Non presente
Vetroresina amagnetico, 200 J
Normativa Europea
EN ISO 20345:2011
EN ISO 20345:2022<br>EN ISO 20347:2012
EN ISO 20345:2022+A1:2024
Suola
PU di BASF e Infinergy
Poliuretano bidensità
--
Battistrada
PU di BASF e Infinergy
Poliuretano bidensità
Gomma nitrilica
Antiolio
Si
Si
Si
Antiscivolo
Si
Si
Si
Antistatico
Si
Si
Si
Tomaia
Putek Spider Repet
Pelle idrorepellente
Tessuto anti-abrasione
Fodera
--
Multistrato tridimensionale
Tessuto 3D microforato
Traspirante
Si
Si
Si
Plantare
--
Carbon in feltro
--
Chiusura
Stringhe
Stringhe
Stringhe
Colore
Nero
Nero
Nero/Verde fluo
Certificazione
S3 SRC CI ESD
O2 FO SR RS
ESD S3S SR FO HRO
Resistenza alle flessioni
--
Si
--
Assorbimento energia
Sì, Tallone
Sì, Tallone
Sì, tallone
Linea
--
Basic
Traction
Utilizzo
Industria, Automotive, Logistica
Professionale
Professionale
Peso
--
615 g
--

Come scegliere le scarpe da lavoro e antinfortunistiche giuste?

<div>Scegliere le <b>scarpe da lavoro e antinfortunistiche</b> più adatte alla propria attività significa valutare attentamente protezione, comfort e caratteristiche tecniche, tenendo conto dei rischi presenti nell'ambiente di lavoro. Dall'edilizia all'industria, passando per...

Come scegliere le scarpe da lavoro e antinfortunistiche giuste?

Scegliere le scarpe da lavoro e antinfortunistiche più adatte alla propria attività significa valutare attentamente protezione, comfort e caratteristiche tecniche, tenendo conto dei rischi presenti nell'ambiente di lavoro. Dall'edilizia all'industria, passando per officine, magazzini e laboratori, ogni settore presenta esigenze differenti e richiede calzature progettate per specifiche condizioni di utilizzo.

Ma quali caratteristiche bisogna considerare prima di acquistare un paio di scarpe da lavoro o antinfortunistiche? La norma di riferimento e la classe di protezione rappresentano un primo elemento fondamentale, ma non sono gli unici aspetti da valutare. Anche la tipologia di puntale, la presenza della lamina antiperforazione, i materiali della tomaia, le caratteristiche della suola e il sistema di chiusura possono influire sulla scelta.

A questi aspetti si aggiungono peso, traspirabilità e vestibilità, particolarmente importanti per chi indossa le calzature durante l'intera giornata lavorativa.

In questa guida approfondiremo le principali caratteristiche delle scarpe da lavoro e antinfortunistiche, analizzando le differenze tra materiali, sistemi di protezione e soluzioni costruttive, per capire quali elementi valutare in base alle proprie esigenze professionali.

Vedremo inoltre come scegliere la taglia corretta, quali caratteristiche privilegiare nei diversi ambienti di lavoro e quali differenze esistono tra le calzature conformi alle normative EN ISO 20345, EN ISO 20346 ed EN ISO 20347, offrendo indicazioni utili per orientarsi tra i modelli disponibili su Ferramenta Carozzi.


Puntale di sicurezza: acciaio, alluminio o composito?

Il puntale di sicurezza è uno degli elementi caratteristici delle calzature di sicurezza e di molte calzature di protezione, progettato per proteggere le dita dei piedi dai rischi di urto e schiacciamento, come la caduta accidentale di oggetti pesanti o la movimentazione di materiali e attrezzature.Le calzature di sicurezza conformi alla norma EN ISO 20345 devono essere dotate di un puntale certificato, in grado di resistere a un'energia d'urto di 200 Joule e a una forza di compressione di 15 kN. Le calzature di protezione EN ISO 20346 prevedono invece requisiti inferiori, pari a 100 Joule e 10 kN, mentre le calzature da lavoro EN ISO 20347 non richiedono la presenza di un puntale protettivo.

Puntale in acciaio


Il puntale in acciaio rappresenta una delle soluzioni più tradizionali per le calzature di sicurezza. Offre un'elevata resistenza meccanica ed è utilizzato in numerosi modelli destinati all'edilizia, all'industria e alle lavorazioni che richiedono protezione contro urti e compressioni.Rispetto ad alcune alternative, può contribuire a un peso complessivo maggiore della calzatura, anche se questo dipende dalla struttura e dai materiali utilizzati nel singolo modello.

Puntale in alluminio


Il puntale in alluminio garantisce i requisiti di protezione previsti dalla certificazione utilizzando un materiale generalmente più leggero rispetto all'acciaio.Può rappresentare una soluzione interessante per chi cerca scarpe antinfortunistiche leggere, soprattutto quando vengono indossate per molte ore consecutive. Il vantaggio effettivo in termini di peso dipende comunque dalla costruzione complessiva della scarpa.

Puntale in composito


Il puntale in composito è realizzato con materiali non metallici e, se certificato, assicura la stessa resistenza minima agli urti e alla compressione richiesta dalla norma EN ISO 20345.Questa soluzione viene utilizzata in numerose calzature di sicurezza moderne e può essere particolarmente interessante per chi preferisce un puntale non metallico. I puntali in composito vengono spesso scelti anche quando si desidera ridurre il peso della calzatura o limitare la presenza di componenti metallici.La presenza di un puntale in composito, tuttavia, non significa necessariamente che l'intera scarpa sia priva di metallo: è sempre opportuno verificare anche gli altri componenti della calzatura.

Quale puntale scegliere?


La scelta tra puntale in acciaio, alluminio o composito dipende principalmente dalle preferenze di utilizzo, dal peso complessivo della calzatura e dalle caratteristiche del modello.Tutti e tre i materiali, quando impiegati in puntali certificati secondo la stessa normativa, devono rispettare i medesimi requisiti minimi di protezione. Non è quindi corretto considerare automaticamente un materiale più sicuro degli altri soltanto in base alla sua composizione.Per individuare la soluzione più adatta è importante valutare anche vestibilità, spazio disponibile per le dita, flessibilità e comfort, senza trascurare le altre protezioni richieste dall'ambiente di lavoro

Lamina antiperforazione: a cosa serve e quali tipologie esistono?

La lamina antiperforazione è un elemento protettivo inserito nella struttura delle scarpe di sicurezza e di alcune scarpe da lavoro, progettato per ridurre il rischio che oggetti appuntiti, come chiodi, schegge metalliche o altri materiali taglienti, penetrino attraverso la suola e raggiungano il piede.Questa protezione è particolarmente importante nei cantieri edili, nelle officine, nelle attività di manutenzione e negli ambienti industriali, dove possono essere presenti materiali appuntiti sulle superfici di lavoro. Non tutte le calzature di sicurezza sono però dotate di una protezione antiperforazione: la sua presenza dipende dalla certificazione e dalle caratteristiche del modello.

Lamina antiperforazione in acciaio


La lamina antiperforazione in acciaio rappresenta una delle soluzioni tradizionali per la protezione contro la perforazione della suola. È costituita da un inserto metallico progettato per contrastare la penetrazione di oggetti appuntiti attraverso la parte inferiore della calzatura.Offre una protezione conforme ai requisiti previsti dalla relativa certificazione, ma può incidere sul peso complessivo e sulla flessibilità della scarpa rispetto ad alcune soluzioni alternative.

Lamina antiperforazione tessile o non metallica


La lamina antiperforazione tessile, spesso indicata anche come inserto antiperforazione non metallico, è realizzata con materiali tecnici progettati per offrire resistenza alla perforazione senza utilizzare una tradizionale piastra in acciaio.Questa soluzione può contribuire a rendere la calzatura più leggera e flessibile. In molti modelli, inoltre, gli inserti non metallici permettono una copertura della superficie plantare più estesa rispetto alle tradizionali lamine metalliche, anche se le caratteristiche effettive dipendono dalla costruzione della scarpa.La protezione deve comunque essere verificata attraverso la certificazione, poiché non tutti gli inserti antiperforazione vengono sottoposti alle stesse prove di laboratorio.

Cosa significano le sigle P, PL e PS?


La norma EN ISO 20345:2022 distingue diverse marcature relative alla resistenza alla perforazione:
  • P: protezione antiperforazione con inserto metallico, sottoposto a prova con chiodo da 4,5 mm.
  • PL: protezione antiperforazione con inserto non metallico, sottoposto a prova con chiodo da 4,5 mm.
  • PS: protezione antiperforazione con inserto non metallico, sottoposto a prova con chiodo da 3 mm.
La distinzione è importante perché un chiodo di diametro inferiore rappresenta una condizione di prova diversa e più severa per alcuni aspetti della valutazione. Le marcature P, PL e PS non sono quindi intercambiabili e devono essere considerate in relazione ai rischi presenti nell'ambiente di lavoro.

Quale lamina antiperforazione scegliere?


Per scegliere le scarpe antinfortunistiche con protezione antiperforazione più adatte è necessario valutare la presenza di oggetti appuntiti nell'ambiente di lavoro, le caratteristiche della suola e la certificazione del modello.Gli inserti metallici e non metallici possono offrire soluzioni differenti in termini di struttura, peso e flessibilità, ma il criterio principale deve rimanere la protezione certificata contro il rischio di perforazione.Per le attività in cui possono essere presenti chiodi sottili o altri oggetti appuntiti di piccole dimensioni, è particolarmente importante verificare il tipo di prova associata alla marcatura della calzatura. La scelta deve sempre essere coerente con la valutazione dei rischi dell'attività svolta.

Suola delle scarpe da lavoro e antinfortunistiche: materiali e caratteristiche

La suola delle scarpe da lavoro e antinfortunistiche è un elemento fondamentale per garantire stabilità, aderenza e comfort durante le attività professionali. La scelta dipende dalle superfici sulle quali si lavora, dalle condizioni ambientali e dalle eventuali esigenze di resistenza al calore, agli idrocarburi o ad altri agenti.Le suole possono essere realizzate con materiali differenti, tra cui poliuretano (PU), poliuretano a doppia densità (PU/PU), gomma e combinazioni di poliuretano e gomma (PU/gomma). Ogni soluzione presenta caratteristiche specifiche che possono influire su peso, flessibilità, ammortizzazione e resistenza all'usura.

Suola in poliuretano (PU)


Le suole in poliuretano sono utilizzate in numerose calzature professionali grazie alla possibilità di ottenere strutture leggere, flessibili e con buone proprietà di ammortizzazione.Sono particolarmente diffuse nelle scarpe destinate ad attività che prevedono spostamenti frequenti o molte ore trascorse in piedi. Le prestazioni effettive dipendono comunque dalla formulazione del materiale e dalla costruzione della suola.

Suola in poliuretano a doppia densità (PU/PU)


Le suole PU/PU utilizzano generalmente due strati di poliuretano con caratteristiche differenti: uno strato interno più morbido, progettato per contribuire al comfort, e uno strato esterno più compatto, destinato al contatto con il terreno.Questa struttura consente di combinare ammortizzazione, stabilità e resistenza all'usura, rendendola una soluzione molto diffusa nelle scarpe utilizzate in magazzini, officine e ambienti industriali.

Suola in gomma e PU/gomma


Le suole in gomma possono offrire buone caratteristiche di resistenza all'abrasione e al calore, in funzione della mescola utilizzata e delle certificazioni del modello.Le suole PU/gomma combinano invece materiali differenti per ottenere specifiche caratteristiche di comfort, flessibilità e resistenza. Sono presenti in numerose calzature destinate ad ambienti di lavoro impegnativi, nei quali possono essere richieste particolari prestazioni della suola.

Suola antiscivolo: cosa significa la marcatura SR?


L'aderenza della suola è particolarmente importante quando si lavora su pavimenti lisci, umidi o interessati dalla presenza di sostanze che possono aumentare il rischio di scivolamento.Nella normativa EN ISO 20345:2022, la marcatura aggiuntiva SR identifica il superamento di una specifica prova di resistenza allo scivolamento su superficie ceramica contaminata con glicerina. La resistenza allo scivolamento di base è già prevista dalla norma, mentre la marcatura SR indica il superamento di una prova supplementare.Nei modelli certificati secondo versioni precedenti della normativa si possono invece trovare le sigle SRA, SRB e SRC, riferite a differenti condizioni di prova.È importante ricordare che nessuna suola garantisce l'assenza assoluta di scivolamento: l'aderenza effettiva dipende anche dalle condizioni della superficie, dall'usura della suola e dall'eventuale presenza di contaminanti.

Resistenza al calore e agli idrocarburi: HRO e FO


Tra le caratteristiche aggiuntive delle suole troviamo le marcature HRO e FO, che identificano requisiti differenti.La sigla HRO indica la resistenza della suola al calore per contatto, verificata attraverso una prova a 300 °C per 60 secondi. Questo non significa che l'intera calzatura possa essere utilizzata continuativamente a tale temperatura.La sigla FO identifica invece la resistenza della suola agli idrocarburi secondo i requisiti previsti dalla norma applicabile.Queste caratteristiche possono essere particolarmente importanti in officine, ambienti industriali e attività che prevedono l'esposizione ai rischi corrispondenti.

Quale suola scegliere in base all'ambiente di lavoro?


Per attività svolte prevalentemente in magazzini, laboratori e ambienti interni, può essere utile privilegiare suole che offrano un buon equilibrio tra flessibilità, ammortizzazione e aderenza.Nei cantieri edili e nei lavori all'aperto, invece, è importante valutare anche il disegno del battistrada, la stabilità sulle superfici irregolari e la resistenza all'usura.In officine e ambienti industriali, la scelta deve tenere conto delle condizioni del pavimento e dell'eventuale necessità di requisiti specifici, come la resistenza agli idrocarburi o al calore per contatto.Il materiale della suola, da solo, non è sufficiente a determinarne le prestazioni: per scegliere correttamente è sempre necessario verificare le caratteristiche tecniche e le marcature riportate nella certificazione della calzatura.

Tomaia delle scarpe da lavoro e antinfortunistiche: materiali e caratteristiche

La tomaia delle scarpe da lavoro e antinfortunistiche è la parte superiore della calzatura che avvolge il piede e contribuisce a determinarne resistenza, traspirabilità, flessibilità e comfort. La scelta del materiale è particolarmente importante perché influenza praticità, comfort e adattabilità alle diverse condizioni dell'ambiente di lavoro.Le tomaie possono essere realizzate in pelle naturale, microfibra, tessuti tecnici e materiali sintetici, oppure attraverso combinazioni di materiali differenti. Ogni soluzione presenta caratteristiche specifiche che devono essere valutate in funzione dell'attività svolta e dell'ambiente di impiego.

Scarpe da lavoro con tomaia in pelle


Le scarpe antinfortunistiche in pelle sono particolarmente diffuse nei settori dell'edilizia, dell'industria e della manutenzione grazie alle caratteristiche di robustezza e resistenza che possono offrire.Tra i materiali più utilizzati troviamo pelle pieno fiore, pelle scamosciata e nabuk, che si distinguono per lavorazione, aspetto e caratteristiche superficiali.La pelle pieno fiore viene spesso impiegata nelle calzature destinate agli utilizzi professionali più impegnativi, mentre pelle scamosciata e nabuk sono presenti anche in modelli progettati per combinare resistenza, flessibilità e comfort.Le prestazioni dipendono comunque dal trattamento del materiale e dalla costruzione della calzatura: una tomaia in pelle non è necessariamente impermeabile.

Scarpe antinfortunistiche con tomaia in tessuto tecnico


Le scarpe antinfortunistiche in tessuto tecnico utilizzano materiali progettati per offrire caratteristiche di leggerezza, flessibilità e ventilazione.Tra le soluzioni più diffuse troviamo i tessuti mesh, caratterizzati da una struttura che può favorire la circolazione dell'aria, e altri tessuti tecnici dotati di rinforzi e lavorazioni specifiche.Queste calzature possono risultare particolarmente interessanti per attività svolte in magazzini, laboratori, officine e ambienti interni, soprattutto quando è importante favorire la traspirabilità durante l'utilizzo prolungato.La presenza di una tomaia traspirante non determina però, da sola, il livello di protezione della scarpa, che deve sempre essere verificato attraverso la relativa certificazione.

Scarpe da lavoro con tomaia in microfibra e materiali sintetici


La microfibra è un materiale sintetico utilizzato in numerose calzature professionali come alternativa alla pelle naturale.In base alla composizione e alla lavorazione, può offrire caratteristiche di leggerezza, flessibilità, resistenza e facilità di pulizia.Le tomaie sintetiche possono inoltre essere progettate con finiture e trattamenti specifici, particolarmente utili in determinati ambienti di lavoro.È importante distinguere le caratteristiche del materiale dalle prestazioni certificate della calzatura: la resistenza all'acqua, ad esempio, non può essere dedotta dalla sola presenza di microfibra o di altri materiali sintetici.

Scarpe da lavoro resistenti all'acqua o impermeabili: differenza tra WPA e WR


Quando si utilizzano scarpe da lavoro all'aperto, in ambienti umidi o su superfici bagnate, è importante verificare le caratteristiche di protezione dall'acqua previste dalla certificazione.La normativa EN ISO 20345:2022 distingue due marcature particolarmente importanti:
  • WPA (Water Penetration and Absorption): identifica la resistenza della tomaia alla penetrazione e all'assorbimento dell'acqua secondo le condizioni previste dalla prova.
  • WR (Water Resistance): identifica la resistenza all'acqua dell'intera calzatura, verificata attraverso specifiche prove previste dalla norma.
La differenza è fondamentale: una tomaia certificata WPA non garantisce automaticamente che l'intera scarpa sia certificata WR.Le scarpe resistenti all'acqua possono essere adatte a condizioni di umidità o a esposizioni occasionali all'acqua, mentre le scarpe certificate WR sono progettate per limitare l'ingresso dell'acqua attraverso l'intera calzatura nelle condizioni previste dalle prove di certificazione.Per lavorazioni esposte frequentemente a pioggia, acqua o umidità è quindi importante verificare attentamente le marcature riportate nella certificazione e le indicazioni fornite dal produttore.È inoltre utile ricordare che anche una calzatura certificata WR non garantisce una protezione illimitata in qualsiasi condizione: l'acqua può comunque entrare dall'apertura superiore della scarpa e le prestazioni possono dipendere anche dall'usura e dal corretto stato di manutenzione della calzatura.

Quale materiale scegliere per la tomaia?


La scelta della tomaia delle scarpe da lavoro e antinfortunistiche dipende principalmente dall'ambiente di lavoro e dalle condizioni di utilizzo.Per attività svolte prevalentemente in ambienti interni e asciutti, i tessuti tecnici e le tomaie progettate per favorire la ventilazione possono rappresentare soluzioni particolarmente interessanti.Nei cantieri edili, nelle officine e nelle lavorazioni più impegnative, può essere utile privilegiare materiali e strutture in grado di offrire maggiore resistenza alle sollecitazioni previste dall'attività.Per i lavori all'aperto, invece, è opportuno prestare particolare attenzione alla protezione dall'acqua e alle caratteristiche certificate della calzatura.Indipendentemente dal materiale scelto, è importante valutare anche vestibilità, comfort e facilità di manutenzione, ricordando che le prestazioni di sicurezza dipendono dalla certificazione dell'intero modello e non esclusivamente dalla composizione della tomaia.

Scarpe da lavoro leggere: peso, comfort e traspirabilità

Le scarpe da lavoro leggere e confortevoli sono particolarmente apprezzate da chi trascorre molte ore in piedi, cammina frequentemente o svolge attività che richiedono continui spostamenti. Il comfort di una calzatura professionale dipende però da diversi fattori: oltre al peso, è importante considerare ammortizzazione, flessibilità, traspirabilità e sostegno del piede.Una scarpa leggera non è necessariamente più comoda di un modello tradizionale. La distribuzione del peso, la struttura della suola e la conformazione interna possono influire in modo significativo sulla sensazione di comfort durante l'intera giornata lavorativa.

Quanto pesa una scarpa antinfortunistica?


Il peso delle scarpe antinfortunistiche varia in base alla taglia, ai materiali e ai componenti utilizzati, tra cui puntale, inserto antiperforazione, suola e tomaia.I modelli progettati per essere leggeri possono utilizzare puntali in alluminio o composito, inserti antiperforazione non metallici e materiali tecnici che contribuiscono a contenere il peso complessivo della calzatura.
La leggerezza non deve comunque compromettere la sicurezza: una scarpa antinfortunistica leggera deve mantenere tutti i requisiti di protezione previsti dalla propria certificazione.

Ammortizzazione e sostegno del piede


L'ammortizzazione delle scarpe da lavoro contribuisce ad attenuare le sollecitazioni generate dalla camminata e dalle attività quotidiane.Tra gli elementi che possono influire sul comfort troviamo l'intersuola, il sottopiede e la struttura della zona del tallone. Alcuni modelli utilizzano materiali e sistemi progettati per migliorare l'assorbimento degli urti e la distribuzione delle pressioni durante l'appoggio.Anche il sostegno del piede è particolarmente importante per chi lavora su superfici dure o rimane in piedi per periodi prolungati. La calzatura deve offrire una stabilità adeguata senza risultare eccessivamente rigida o limitare inutilmente i movimenti.

Scarpe da lavoro traspiranti: quando sceglierle?


Le scarpe da lavoro traspiranti possono essere particolarmente indicate per chi svolge attività in ambienti interni, caldi o durante i periodi dell'anno caratterizzati da temperature elevate.La traspirabilità dipende dalla combinazione di diversi elementi, tra cui materiali della tomaia, fodera interna e sottopiede. Una struttura progettata per favorire la ventilazione può contribuire a limitare l'accumulo di calore e umidità all'interno della calzatura.È importante distinguere la traspirabilità dall'impermeabilità: una scarpa progettata per favorire il passaggio dell'aria non offre necessariamente protezione contro la penetrazione dell'acqua.

Scarpe antinfortunistiche flessibili: perché è importante la flessibilità?


La flessibilità delle scarpe antinfortunistiche influisce sulla libertà di movimento durante la camminata, l'accovacciamento e le attività che richiedono frequenti cambi di posizione.Una calzatura dotata di una struttura adeguatamente flessibile può accompagnare più naturalmente il movimento del piede. Tuttavia, la flessibilità deve essere compatibile con le caratteristiche di protezione e stabilità richieste dall'ambiente di lavoro.Per questo motivo non è corretto considerare automaticamente migliore una scarpa molto flessibile rispetto a una più strutturata: la scelta dipende dall'attività svolta e dalle esigenze specifiche dell'utilizzatore.

Come scegliere scarpe da lavoro comode per molte ore?


Per chi indossa le calzature per l'intero turno lavorativo è importante valutare il comfort complessivo, senza concentrarsi esclusivamente sul peso o sulla morbidezza della suola.Una buona scarpa da lavoro deve offrire una calzata stabile, uno spazio adeguato per le dita e caratteristiche di ammortizzazione e traspirabilità coerenti con le condizioni di utilizzo.Chi lavora prevalentemente in piedi può privilegiare modelli con un buon sostegno e un'ammortizzazione adeguata, mentre chi cammina frequentemente può prestare particolare attenzione anche a peso, flessibilità e libertà di movimento.In ogni caso, comfort e protezione devono essere valutati insieme: la calzatura più adatta è quella che soddisfa i requisiti di sicurezza richiesti dall'attività lavorativa e risulta confortevole durante le normali condizioni di utilizzo

Sistemi di chiusura delle scarpe da lavoro: lacci, rotore o velcro?

Il sistema di chiusura delle scarpe da lavoro e antinfortunistiche influisce sulla regolazione della calzata, sulla stabilità del piede e sulla praticità durante l'utilizzo quotidiano. La scelta dipende dalle preferenze personali, dal tipo di attività svolta e dalla frequenza con cui è necessario indossare o togliere le calzature.Tra le soluzioni più diffuse troviamo le scarpe da lavoro con lacci, con chiusura a rotore, con velcro o con sistemi elastici, ciascuna caratterizzata da modalità di regolazione differenti.

Scarpe antinfortunistiche con lacci


Le scarpe antinfortunistiche con lacci rappresentano una delle soluzioni più tradizionali e diffuse. La chiusura consente di regolare la tensione lungo il collo del piede, adattando la calzata alle proprie esigenze.Sono disponibili sia nei modelli bassi sia nelle calzature alte e vengono utilizzate in numerosi settori professionali, dall'edilizia alla logistica.I lacci permettono una regolazione personalizzabile, ma devono essere correttamente allacciati e controllati durante l'utilizzo, evitando che rimangano eccessivamente lunghi o si allentino durante il lavoro.

Scarpe da lavoro con chiusura a rotore


Le scarpe antinfortunistiche con chiusura a rotore utilizzano un sistema di regolazione composto generalmente da una manopola e da un cavo o laccio tecnico.Ruotando il meccanismo è possibile regolare progressivamente la tensione della chiusura, mentre un apposito sistema di sblocco consente di allentarla. Il funzionamento può variare in base al produttore e alla tecnologia utilizzata.Questa soluzione è particolarmente pratica per chi desidera regolare rapidamente la calzata, anche nel corso della giornata lavorativa, senza dover allacciare manualmente le stringhe.Tra i sistemi presenti sul mercato rientrano anche quelli identificati da denominazioni commerciali specifiche, come il BOA® Fit System, da distinguere dai sistemi a rotore sviluppati da altri produttori.

Scarpe da lavoro con velcro o chiusura a strappo


Le scarpe da lavoro con velcro, chiamate anche scarpe con chiusura a strappo, utilizzano fasce regolabili che permettono di aprire e chiudere rapidamente la calzatura.Sono particolarmente pratiche nelle attività che richiedono di indossare e togliere frequentemente le scarpe nel corso della giornata.La regolazione dipende dal numero e dalla disposizione delle fasce, mentre l'efficacia della chiusura può dipendere anche dalla corretta manutenzione delle superfici a strappo.

Scarpe da lavoro con chiusura elastica


Alcuni modelli di scarpe da lavoro con chiusura elastica utilizzano inserti o lacci elasticizzati che facilitano la calzata e consentono una certa adattabilità durante il movimento.Questa soluzione può risultare interessante per chi ricerca praticità e comfort, ma è importante verificare che il sistema garantisca una tenuta adeguata del piede nelle condizioni di lavoro previste.

Quale sistema di chiusura scegliere?


Per chi cerca una regolazione tradizionale e personalizzabile, i lacci rappresentano una soluzione versatile. I sistemi a rotore possono invece essere interessanti quando si desidera una regolazione rapida e progressiva, mentre le chiusure a velcro risultano particolarmente pratiche quando è necessario togliere e indossare frequentemente le calzature.Indipendentemente dal sistema scelto, l'aspetto più importante è che la scarpa rimanga stabile, sicura e correttamente aderente al piede, senza provocare pressioni eccessive né compromettere il comfort durante il lavoro.

Come scegliere la taglia delle scarpe da lavoro e antinfortunistiche online?

Scegliere la taglia corretta delle scarpe da lavoro e antinfortunistiche online è fondamentale per acquistare una calzatura confortevole e adatta alle proprie esigenze professionali. A differenza delle comuni scarpe sportive, le calzature di sicurezza possono presentare strutture più rigide, puntali protettivi e conformazioni interne differenti, che influiscono sulla vestibilità.Per individuare la misura più adatta è importante considerare non soltanto il numero abitualmente indossato, ma anche la lunghezza del piede, la larghezza della pianta e le caratteristiche specifiche del modello.

Come misurare il piede per scegliere la taglia corretta?


Per scegliere la misura delle scarpe antinfortunistiche online, è utile conoscere la lunghezza effettiva del proprio piede.La misurazione può essere effettuata appoggiando il piede su un foglio di carta, mantenendo il tallone contro una parete e segnando il punto corrispondente al dito più lungo. Misurando la distanza tra il bordo del foglio e il segno ottenuto si ricava la lunghezza del piede in centimetri.È consigliabile misurare entrambi i piedi, preferibilmente verso la fine della giornata, e utilizzare come riferimento quello più lungo.La misura rilevata può essere confrontata con le indicazioni del produttore, quando disponibili, prestando attenzione a non aggiungere arbitrariamente centimetri se la tabella tiene già conto dello spazio necessario all'interno della calzatura.

Le scarpe antinfortunistiche calzano come le scarpe normali?


Non necessariamente. Le scarpe antinfortunistiche possono avere una vestibilità differente rispetto alle comuni scarpe sportive, soprattutto per la presenza del puntale di sicurezza, della struttura della suola e degli eventuali rinforzi.Anche tra marchi diversi, o tra modelli dello stesso produttore, possono esserci differenze nella conformazione della pianta e nello spazio disponibile nella zona delle dita.Per questo motivo non è consigliabile acquistare automaticamente una taglia superiore rispetto a quella abitualmente indossata: una calzatura troppo grande potrebbe compromettere la stabilità del piede durante il lavoro.

Come scegliere scarpe da lavoro per pianta larga?


Chi ha una pianta del piede larga dovrebbe valutare con attenzione la forma della calzatura e la conformazione della parte anteriore.Alcuni modelli presentano una struttura più ampia, mentre altri sono progettati con una calzata maggiormente aderente. Anche la forma del puntale può influire sullo spazio disponibile per le dita.Scegliere semplicemente un numero superiore non sempre risolve il problema, perché potrebbe rendere la scarpa troppo lunga senza offrire un miglior adattamento alla larghezza del piede.Quando disponibili, è quindi utile consultare le indicazioni del produttore relative alla vestibilità e alla larghezza della calzata.

Meglio scegliere scarpe antinfortunistiche strette o larghe?


Le scarpe da lavoro e antinfortunistiche devono offrire una calzata stabile, senza comprimere eccessivamente il piede o lasciare troppo spazio durante il movimento.Una scarpa troppo stretta può provocare fastidio, mentre una calzatura eccessivamente larga può favorire movimenti indesiderati del piede durante la camminata.È importante ricordare che il puntale di sicurezza è un componente rigido e non deve essere modificato o deformato per adattare la calzatura alla forma del piede.La scelta della misura deve quindi tenere conto sia della lunghezza sia della larghezza, privilegiando modelli con caratteristiche compatibili con la propria conformazione.

Cosa controllare prima di acquistare scarpe antinfortunistiche online?


Prima dell'acquisto è consigliabile verificare le informazioni riportate nella scheda prodotto, prestando attenzione alla taglia, alla vestibilità e alle eventuali indicazioni fornite dal produttore.È inoltre utile considerare il tipo di calze normalmente utilizzate durante il lavoro, soprattutto nei periodi più freddi o quando si utilizzano calze tecniche di maggiore spessore.La corretta scelta della taglia contribuisce al comfort quotidiano, ma deve sempre essere accompagnata dalla verifica della normativa di riferimento, della classe di protezione e delle caratteristiche di sicurezza richieste dall'attività svolta.


Quali scarpe da lavoro e antinfortunistiche scegliere in base all'ambiente lavorativo?

La scelta delle scarpe da lavoro e antinfortunistiche deve tenere conto delle attività svolte, delle condizioni dell'ambiente e dei rischi ai quali il lavoratore è esposto. Una calzatura adatta a un magazzino può non offrire le caratteristiche necessarie per lavorare in un cantiere, in un'officina meccanica o all'aperto.Oltre alla normativa di riferimento e alla classe di protezione, è importante valutare materiali, struttura della suola, resistenza all'acqua, flessibilità e caratteristiche di comfort.

Quali scarpe antinfortunistiche scegliere per edilizia e cantieri?


Nei cantieri edili è importante valutare la presenza di puntale di sicurezza, protezione antiperforazione e suola adatta alle superfici di lavoro.La presenza di chiodi, detriti e materiali taglienti può rendere necessaria una protezione antiperforazione, mentre per le lavorazioni all'aperto possono risultare utili tomaie resistenti all'acqua o calzature certificate per la protezione dall'ingresso dell'acqua.In presenza di terreni irregolari, fango o superfici sconnesse, è opportuno considerare anche il disegno del battistrada e la stabilità della calzatura. I modelli alti possono offrire una maggiore copertura della caviglia, senza sostituire eventuali dispositivi di protezione richiesti dalla valutazione dei rischi.

Quali scarpe da lavoro scegliere per magazzino e logistica?


Nelle attività di magazzino, movimentazione merci e logistica, dove si cammina frequentemente e si trascorrono molte ore in piedi, assumono particolare importanza comfort, flessibilità e leggerezza.Possono risultare utili scarpe con suola ammortizzante, tomaia traspirante e struttura leggera, purché siano presenti le protezioni richieste dalle mansioni svolte.Quando si movimentano carichi o si utilizzano attrezzature che comportano rischi di urto e schiacciamento, è fondamentale verificare la necessità del puntale di sicurezza.

Quali scarpe antinfortunistiche scegliere per officine e industria?


Nelle officine meccaniche e negli ambienti industriali, la scelta dipende dalle lavorazioni effettuate e dalla possibile presenza di oli, sostanze lubrificanti, superfici calde o materiali metallici.In determinate condizioni possono essere importanti caratteristiche come la resistenza agli idrocarburi (FO), la resistenza al calore per contatto (HRO) o specifiche proprietà antistatiche.Per attività che richiedono il controllo delle scariche elettrostatiche possono essere necessarie calzature ESD, da utilizzare nell'ambito di un sistema di protezione adeguato all'ambiente di lavoro.Queste caratteristiche non sono presenti automaticamente in tutte le scarpe antinfortunistiche e devono essere verificate nelle specifiche tecniche del prodotto.

Quali scarpe da lavoro scegliere per attività all'aperto?


Per chi lavora all'aperto, come nelle attività di manutenzione, giardinaggio e lavori su superfici esterne, è importante considerare le condizioni climatiche e il tipo di terreno.In presenza di pioggia, umidità o superfici bagnate possono essere utili calzature con caratteristiche di resistenza all'acqua adeguate alle condizioni di utilizzo.Anche la struttura del battistrada e la composizione della suola devono essere valutate in relazione al terreno, soprattutto quando si opera su superfici irregolari o scivolose.

Quali scarpe scegliere per lavori in ambienti interni?


Negli ambienti interni, come laboratori, reparti produttivi e attività di manutenzione, possono essere particolarmente apprezzate calzature leggere, flessibili e traspiranti.Tuttavia, lavorare al chiuso non significa necessariamente essere esposti a rischi minori: la presenza di macchinari, attrezzature, materiali movimentati o superfici scivolose può richiedere specifiche protezioni.La scelta deve quindi partire sempre dalla valutazione dei rischi della mansione, individuando successivamente le caratteristiche che possono migliorare comfort e praticità durante l'utilizzo quotidiano.

In conclusione


Non esiste una scarpa ideale per ogni attività. La soluzione più adatta è quella che combina protezione, comfort e caratteristiche tecniche coerenti con l'ambiente di lavoro e con i rischi effettivamente presenti.

Quanto durano le scarpe antinfortunistiche e quando devono essere sostituite?

La durata delle scarpe antinfortunistiche dipende da diversi fattori, tra cui frequenza di utilizzo, tipologia di attività svolta, materiali impiegati e condizioni di conservazione. Non esiste una durata uguale per tutte le calzature: una scarpa utilizzata occasionalmente può mantenere le proprie caratteristiche più a lungo rispetto a un modello sottoposto quotidianamente a utilizzi intensivi.Per questo motivo è importante distinguere tra data di produzione, stato di usura e vita utile effettiva, controllando periodicamente che la calzatura continui a garantire le caratteristiche di sicurezza richieste.

Le scarpe antinfortunistiche hanno una data di scadenza?


Le scarpe antinfortunistiche non hanno una data di scadenza universale valida per tutti i modelli e produttori. La loro durata dipende principalmente dai materiali, dalle condizioni di utilizzo e dallo stato di conservazione.La data riportata sull'etichetta della calzatura, generalmente espressa attraverso mese e anno, indica normalmente la data di produzione e non una scadenza.È comunque importante consultare le indicazioni del produttore e monitorare nel tempo lo stato effettivo della calzatura.

Cosa significa la data di produzione delle scarpe antinfortunistiche?


La data di produzione indica il periodo in cui la calzatura è stata realizzata, ma non determina automaticamente fino a quando potrà essere utilizzata.La durata effettiva dipende dalle condizioni di utilizzo, dallo stato di conservazione e dalle indicazioni fornite dal produttore.Per questo motivo è sempre consigliabile controllare periodicamente lo stato generale della scarpa e verificare che continui a garantire le caratteristiche di sicurezza previste.

Quanto durano le scarpe antinfortunistiche utilizzate tutti i giorni?


La vita utile delle scarpe antinfortunistiche può variare notevolmente in base all'intensità del lavoro.Chi utilizza le calzature ogni giorno per molte ore, lavorando in cantiere o su superfici particolarmente abrasive, può riscontrare un'usura più rapida rispetto a chi svolge attività meno gravose.In caso di utilizzo professionale particolarmente intenso può essere necessario sostituire le scarpe anche dopo pochi mesi. Non esiste però una durata minima o massima valida per tutti i modelli: la sostituzione deve dipendere soprattutto dallo stato effettivo della calzatura e dalla sua capacità di continuare a garantire le protezioni previste.

È normale che le scarpe antinfortunistiche si usurino dopo pochi mesi?


Un certo livello di usura delle scarpe da lavoro e antinfortunistiche è normale, soprattutto quando vengono indossate quotidianamente in condizioni impegnative.L'abrasione del battistrada, le continue flessioni della tomaia, il contatto con superfici ruvide e l'esposizione a condizioni ambientali gravose possono accelerare il deterioramento dei materiali.Tuttavia, un'usura particolarmente rapida non deve essere considerata automaticamente normale: è importante distinguere il deterioramento dovuto alle condizioni di utilizzo da eventuali difetti dei materiali o di fabbricazione.

Quando bisogna sostituire le scarpe antinfortunistiche?


Le scarpe antinfortunistiche devono essere sostituite quando non sono più in grado di garantire le caratteristiche di sicurezza previste.Tra i principali segnali da controllare rientrano:
  • suola eccessivamente consumata o battistrada deteriorato;
  • tomaia danneggiata, con tagli, abrasioni o rotture significative;
  • distacco della suola o deterioramento dei materiali di assemblaggio;
  • puntale deformato o danneggiato in seguito a urti o schiacciamenti;
  • protezione antiperforazione compromessa;
  • deformazioni strutturali che influenzano stabilità, comfort o protezione.
In presenza di uno di questi problemi, è opportuno valutare la sostituzione della calzatura anche se è stata acquistata da poco tempo.

Come conservare le scarpe antinfortunistiche per limitarne il deterioramento?


Una corretta conservazione può contribuire a mantenere più a lungo le caratteristiche delle scarpe da lavoro e antinfortunistiche.Dopo l'utilizzo è consigliabile rimuovere sporco e residui seguendo le indicazioni del produttore e lasciare asciugare le calzature in un ambiente ventilato, evitando fonti di calore diretto che potrebbero danneggiare i materiali.Quando non vengono utilizzate, le scarpe dovrebbero essere conservate in un luogo asciutto, al riparo da umidità eccessiva, temperature elevate e condizioni che possano accelerarne il deterioramento.La corretta manutenzione può contribuire a preservare le calzature nel tempo, ma non sostituisce i controlli periodici dello stato di usura e delle caratteristiche protettive

Quali sono le scarpe da lavoro e antinfortunistiche più vendute nel 2025-2026 su Ferramenta Carozzi?

Per aiutarti nella scelta abbiamo selezionato alcuni dei modelli di scarpe da lavoro e antinfortunistiche con i maggiori volumi di vendita registrati nel periodo 2025-2026, includendo prodotti di marchi differenti, con caratteristiche tecniche e destinazioni d'uso diverse.Quando si acquistano scarpe da lavoro e antinfortunistiche, è importante valutare non soltanto la normativa di riferimento e la classe di protezione, ma anche la tipologia di puntale, l'eventuale presenza della protezione antiperforazione, i materiali della tomaia e della suola, il peso, la traspirabilità e la vestibilità. Questi aspetti possono influire in modo significativo sulla sicurezza, sul comfort durante la giornata lavorativa e sulla durata della calzatura.Nella selezione che segue troverai cinque tra i modelli più venduti del nostro catalogo, scelti per rappresentare esigenze professionali differenti, dalle attività in magazzino e negli ambienti interni fino ai lavori in officina, nell'industria e nei cantieri.Ricorda che la scarpa più venduta non è necessariamente quella più adatta alle tue esigenze. Prima dell'acquisto è sempre consigliabile valutare i rischi presenti nell'ambiente lavorativo, le protezioni richieste dalla mansione, la vestibilità e le caratteristiche tecniche realmente necessarie per l'attività svolta.

Scarpe antinfortunistiche e scarpe da lavoro: quali sono le differenze?

<div>Le <b>scarpe da lavoro</b> e le <b>scarpe antinfortunistiche</b> comprendono diverse tipologie di calzature professionali progettate per rispondere a specifiche esigenze di protezione e comfort. A seconda della normativa di riferimento, possono essere presenti caratteristiche come il...

Scarpe antinfortunistiche e scarpe da lavoro: quali sono le differenze?

Le scarpe da lavoro e le scarpe antinfortunistiche comprendono diverse tipologie di calzature professionali progettate per rispondere a specifiche esigenze di protezione e comfort. A seconda della normativa di riferimento, possono essere presenti caratteristiche come il puntale di sicurezza, la protezione antiperforazione, proprietà antistatiche o particolari requisiti di aderenza.

La distinzione principale riguarda le norme EN ISO 20345, EN ISO 20346 ed EN ISO 20347, che identificano categorie di calzature professionali con requisiti differenti. In particolare, non tutte le calzature destinate all'ambiente di lavoro prevedono la presenza di un puntale di sicurezza certificato contro urti e schiacciamenti.

Comprendere queste classificazioni è fondamentale per scegliere un prodotto adeguato ai rischi presenti nell'ambiente lavorativo.

Ma quando sono necessarie le scarpe antinfortunistiche con puntale? Qual è la differenza rispetto alle scarpe da lavoro senza puntale? E una calzatura priva di puntale può comunque offrire caratteristiche tecniche specifiche, come proprietà antistatiche, resistenza allo scivolamento o certificazione ESD?

In questa guida approfondiremo le differenze tra le principali tipologie di calzature professionali, spiegando quali protezioni prevedono, come riconoscerle e in quali situazioni possono essere utilizzate, per orientarsi nella scelta dei modelli disponibili su Ferramenta Carozzi.


Scarpe antinfortunistiche: cosa sono e quali protezioni offrono?

Le scarpe antinfortunistiche sono calzature progettate per proteggere i piedi dai rischi presenti negli ambienti di lavoro, come la caduta di oggetti, gli urti e lo schiacciamento delle dita. La loro caratteristica distintiva è la presenza di un puntale di sicurezza certificato, sottoposto a specifiche prove di resistenza.La norma di riferimento è la EN ISO 20345, che stabilisce i requisiti fondamentali delle calzature di sicurezza destinate all'utilizzo professionale.

Cosa prevede la normativa EN ISO 20345?


Le scarpe antinfortunistiche conformi alla EN ISO 20345 devono essere dotate di un puntale capace di resistere a un impatto con energia di 200 joule (J) e a una prova di compressione con una forza di 15 kilonewton (kN).Il puntale può essere realizzato in acciaio, alluminio o materiali compositi, purché soddisfi i requisiti di resistenza previsti dalla normativa.La certificazione non riguarda soltanto il puntale: la norma stabilisce anche requisiti relativi alla costruzione della calzatura e alle sue prestazioni. Ulteriori caratteristiche protettive dipendono dalla classe di sicurezza e dalle proprietà aggiuntive certificate.

Quali protezioni possono offrire le scarpe antinfortunistiche?


Oltre alla protezione delle dita, le scarpe antinfortunistiche possono integrare caratteristiche specifiche in funzione dei rischi professionali.Tra queste rientrano la protezione antiperforazione, utile in presenza di chiodi e oggetti appuntiti, la resistenza alla penetrazione e all'assorbimento dell'acqua della tomaia, la resistenza allo scivolamento e particolari proprietà della suola.Alcuni modelli possono inoltre offrire isolamento dal freddo o dal calore, resistenza al calore per contatto e altre caratteristiche tecniche previste dalle relative certificazioni.Non tutte le scarpe antinfortunistiche offrono automaticamente le stesse protezioni: è sempre necessario verificare la classificazione e le sigle riportate nella scheda tecnica del prodotto.

Tutte le scarpe antinfortunistiche hanno il puntale di sicurezza?


Sì. La presenza di un puntale resistente a 200 J e 15 kN rappresenta un requisito fondamentale per le calzature certificate secondo la EN ISO 20345.Una scarpa professionale priva di puntale, oppure dotata di un semplice rinforzo anteriore non certificato per questi livelli di protezione, non può essere considerata una calzatura di sicurezza conforme alla EN ISO 20345.Questa distinzione è particolarmente importante perché, nel linguaggio comune, il termine scarpe antinfortunistiche viene spesso utilizzato per indicare genericamente le calzature professionali destinate al lavoro.Dal punto di vista tecnico e normativo, tuttavia, esistono differenze tra calzature di sicurezza (EN ISO 20345), calzature di protezione (EN ISO 20346) e calzature da lavoro (EN ISO 20347), che non devono essere considerate equivalenti. Anche una calzatura priva di puntale può infatti offrire caratteristiche protettive specifiche, come proprietà antistatiche, resistenza allo scivolamento o certificazione ESD, purché previste dalla relativa normativa e dalle certificazioni del modello.

Scarpe di protezione EN ISO 20346: cosa sono e quali differenze presentano?

Le scarpe di protezione sono calzature professionali progettate per proteggere i piedi da determinati rischi presenti negli ambienti lavorativi. A differenza delle scarpe antinfortunistiche conformi alla EN ISO 20345, sono dotate di un puntale protettivo certificato per livelli inferiori di resistenza agli urti e alla compressione.La norma di riferimento è la EN ISO 20346, che definisce i requisiti delle calzature di protezione e le prestazioni che devono garantire.

Qual è la differenza tra EN ISO 20345 ed EN ISO 20346?


La principale differenza riguarda la resistenza del puntale.Le scarpe antinfortunistiche certificate EN ISO 20345 devono resistere a un impatto di 200 joule (J) e a una compressione di 15 kilonewton (kN).Le scarpe di protezione certificate EN ISO 20346, invece, prevedono un puntale resistente a un impatto di 100 joule (J) e a una compressione di 10 kilonewton (kN).Entrambe le categorie prevedono quindi un puntale certificato, ma con livelli di protezione differenti.La presenza di un puntale da 100 J non rende una scarpa conforme alla EN ISO 20345: le due normative identificano categorie distinte e non devono essere considerate equivalenti.

Quali caratteristiche possono avere le scarpe di protezione?


Oltre al puntale, le calzature certificate EN ISO 20346 possono presentare ulteriori caratteristiche tecniche, in funzione del modello e della classificazione.Tra queste possono rientrare la protezione antiperforazione, particolari proprietà della suola, la resistenza all'acqua e caratteristiche antistatiche.Come per le scarpe antinfortunistiche, queste prestazioni non devono essere considerate automaticamente presenti: è necessario verificarle attraverso la marcatura e la documentazione tecnica della calzatura.

Quando scegliere scarpe di protezione EN ISO 20346?


Le scarpe certificate EN ISO 20346 possono essere utilizzate negli ambienti professionali in cui la valutazione dei rischi individua la necessità di una protezione delle dita compatibile con i requisiti previsti da questa normativa.Non rappresentano però un'alternativa equivalente alle scarpe antinfortunistiche EN ISO 20345 quando l'attività richiede espressamente un puntale certificato da 200 J.Prima dell'acquisto è quindi fondamentale verificare quale categoria di calzature sia prevista per la propria mansione, senza basarsi esclusivamente sull'aspetto esteriore o sulla semplice presenza di un puntale.

Scarpe da lavoro EN ISO 20347: caratteristiche e differenze rispetto alle scarpe antinfortunistiche

Le scarpe da lavoro sono calzature progettate per l'utilizzo professionale in ambienti nei quali non è richiesta una protezione certificata delle dita contro urti e schiacciamenti. Possono offrire caratteristiche specifiche per il comfort, la stabilità e la sicurezza durante l'attività lavorativa, pur distinguendosi dalle scarpe antinfortunistiche conformi alla EN ISO 20345.La norma di riferimento per questa categoria di calzature è la EN ISO 20347, che definisce i requisiti delle cosiddette calzature da lavoro.

Cosa prevede la normativa EN ISO 20347?


La EN ISO 20347 stabilisce i requisiti delle calzature destinate all'utilizzo professionale che non richiedono un puntale protettivo certificato contro urti e compressioni.A differenza delle scarpe antinfortunistiche conformi alla EN ISO 20345, le calzature certificate EN ISO 20347 non devono necessariamente essere dotate di un puntale di sicurezza resistente a 200 J e 15 kN.Questo non significa che siano semplici scarpe sportive o calzature prive di caratteristiche tecniche: la norma prevede requisiti specifici e consente di identificare ulteriori proprietà protettive attraverso le relative classificazioni e marcature.

Le scarpe da lavoro sono antinfortunistiche?


Nel linguaggio comune, il termine scarpe antinfortunistiche viene spesso utilizzato per indicare genericamente le calzature destinate all'ambiente lavorativo. Dal punto di vista tecnico e normativo, però, è importante distinguere le diverse categorie.Le scarpe antinfortunistiche EN ISO 20345 prevedono obbligatoriamente un puntale di sicurezza certificato, mentre le scarpe da lavoro EN ISO 20347 non richiedono questa protezione.Una calzatura EN ISO 20347 non deve quindi essere considerata equivalente a una scarpa antinfortunistica EN ISO 20345 quando l'attività professionale comporta rischi di caduta di oggetti o schiacciamento delle dita.Anche l'eventuale presenza di un rinforzo nella parte anteriore non garantisce una protezione certificata contro gli urti, se non prevista dalla relativa normativa.

Quali caratteristiche possono avere le scarpe da lavoro EN ISO 20347?


Le scarpe da lavoro certificate EN ISO 20347 possono integrare diverse caratteristiche tecniche, a seconda del modello e delle condizioni di utilizzo previste.Tra queste rientrano le proprietà antistatiche, la resistenza allo scivolamento, la resistenza della tomaia alla penetrazione e all'assorbimento dell'acqua e specifiche caratteristiche della suola.Alcuni modelli possono inoltre essere progettati per il controllo delle scariche elettrostatiche, attraverso proprietà ESD conformi ai relativi requisiti.La presenza di queste caratteristiche deve essere sempre verificata nella scheda tecnica e nella marcatura del prodotto: una scarpa da lavoro non possiede automaticamente tutte le protezioni previste dalle diverse classificazioni.

Quando scegliere scarpe da lavoro EN ISO 20347?


Le scarpe da lavoro EN ISO 20347 possono essere una soluzione per attività professionali nelle quali la valutazione dei rischi non richiede una protezione certificata delle dita.Possono essere utilizzate, quando adeguate alle condizioni lavorative, in determinati ambienti interni, attività di servizio, laboratori o mansioni che richiedono caratteristiche specifiche di comfort e stabilità.La scelta non deve però dipendere esclusivamente dalla leggerezza o dalla comodità della calzatura: è necessario verificare che le protezioni disponibili siano compatibili con i rischi effettivamente presenti.Quando è richiesto un puntale di sicurezza, una scarpa da lavoro EN ISO 20347 non può sostituire una calzatura antinfortunistica EN ISO 20345.

Scarpe antinfortunistiche, scarpe di protezione e scarpe da lavoro: tabella delle differenze

Le scarpe antinfortunistiche, le scarpe di protezione e le scarpe da lavoro appartengono a categorie normative differenti. La distinzione principale riguarda la presenza e il livello di resistenza del puntale protettivo, ma ciascuna categoria prevede anche specifici requisiti tecnici.La seguente tabella riassume le principali differenze tra EN ISO 20345, EN ISO 20346 ed EN ISO 20347. 

Qual è la differenza principale tra scarpe antinfortunistiche e scarpe da lavoro?

La differenza fondamentale riguarda la protezione delle dita contro urti e schiacciamenti.Le scarpe antinfortunistiche certificate EN ISO 20345 devono possedere un puntale resistente a 200 J e 15 kN, mentre le scarpe di protezione EN ISO 20346 prevedono un puntale resistente a 100 J e 10 kN.Le scarpe da lavoro EN ISO 20347, invece, non richiedono un puntale di sicurezza certificato per queste sollecitazioni.Questo significa che una calzatura può essere progettata per l'utilizzo professionale e possedere caratteristiche tecniche specifiche senza offrire necessariamente una protezione delle dita equivalente a quella delle scarpe antinfortunistiche.

Le scarpe da lavoro possono sostituire quelle antinfortunistiche?

Le scarpe da lavoro EN ISO 20347 non possono sostituire le scarpe antinfortunistiche quando la valutazione dei rischi richiede una protezione certificata contro urti e schiacciamenti.Allo stesso modo, una calzatura EN ISO 20346 non deve essere considerata equivalente a una EN ISO 20345, poiché il puntale è sottoposto a prove con livelli di resistenza differenti.La scelta deve quindi basarsi sui rischi effettivi dell'attività professionale e sulle protezioni richieste, non soltanto sul comfort, sull'estetica o sulla denominazione commerciale del prodotto.

CaratteristicaScarpe antinfortunisticheScarpe di protezioneScarpe da lavoro
NormativaEN ISO 20345EN ISO 20346EN ISO 20347
TipologiaCalzature di sicurezzaCalzature di protezioneCalzature da lavoro
Puntale protettivoObbligatorioObbligatorioNon obbligatorio
Resistenza agli urti200 J100 JNon richiesta
Resistenza alla compressione15 kN10 kNNon richiesta
Protezione antiperforazionePrevista in determinate classificazioniPrevista in determinate classificazioniPossibile in determinate classificazioni
ImpiegoDove è richiesta una protezione delle ditaDove è ritenuta sufficiente una protezione delle ditaDove non è richiesta una protezione certificata delle dita

Classi di protezione delle scarpe antinfortunistiche: sigle e normative

<div>Le <b>classi di protezione delle scarpe antinfortunistiche</b> identificano le caratteristiche di sicurezza delle calzature e consentono di distinguere i diversi livelli di protezione previsti dalle normative tecniche. Sigle come <b>S1, S1P, S2, S3, S3S e S7</b> indicano requisiti...

Classi di protezione delle scarpe antinfortunistiche: sigle e normative

Le classi di protezione delle scarpe antinfortunistiche identificano le caratteristiche di sicurezza delle calzature e consentono di distinguere i diversi livelli di protezione previsti dalle normative tecniche. Sigle come S1, S1P, S2, S3, S3S e S7 indicano requisiti specifici che possono riguardare il puntale, la resistenza alla perforazione, le proprietà della tomaia e altre caratteristiche della calzatura.

Conoscere il significato delle sigle delle scarpe antinfortunistiche è fondamentale per scegliere un modello adeguato alle condizioni di lavoro. Due calzature apparentemente simili, infatti, possono offrire protezioni differenti e non essere intercambiabili.

Le classificazioni dipendono anche dalla normativa di riferimento e dalla sua edizione. La EN ISO 20345:2022 ha introdotto nuove categorie e modificato alcune marcature rispetto alla precedente EN ISO 20345:2011, rendendo importante verificare sempre la certificazione riportata sul prodotto.

In questa guida analizzeremo le principali classi di sicurezza delle scarpe antinfortunistiche, le differenze tra le normative, il significato delle marcature aggiuntive e i criteri per individuare la calzatura più adatta ai rischi della propria attività professionale.


Normativa EN ISO 20345:2011 e EN ISO 20345:2022: quali sono le differenze?

La EN ISO 20345 è la normativa tecnica di riferimento per le calzature di sicurezza destinate all'utilizzo professionale. Definisce i requisiti fondamentali delle scarpe antinfortunistiche, comprese le prestazioni del puntale protettivo e le caratteristiche associate alle diverse classi di protezione.La versione EN ISO 20345:2022 ha aggiornato la precedente edizione del 2011, introducendo nuove classificazioni, modifiche ai metodi di prova e ulteriori marcature per identificare con maggiore precisione le prestazioni delle calzature.

Cosa non cambia tra EN ISO 20345:2011 e 20345:2022?


Entrambe le edizioni prevedono che le scarpe antinfortunistiche siano dotate di un puntale di sicurezza resistente a un impatto di 200 joule (J) e a una compressione di 15 kilonewton (kN).Rimangono inoltre riconoscibili alcune delle principali classi di protezione, come SB, S1, S2 e S3, anche se i requisiti e le marcature devono essere interpretati in base all'edizione della norma applicata.Una scarpa certificata secondo l'edizione del 2011 non deve quindi essere considerata automaticamente inferiore a una certificata secondo la versione 2022: è sempre necessario verificare le caratteristiche effettivamente certificate e la loro adeguatezza rispetto ai rischi dell'attività lavorativa.

Quali novità introduce la EN ISO 20345:2022?


Tra le modifiche più importanti introdotte dalla EN ISO 20345:2022 troviamo:
  • Nuove classificazioni antiperforazione: le sigle P, PL e PS distinguono differenti tipologie di inserti e condizioni di prova.
  • Nuove classi di protezione: vengono introdotte classificazioni come S1PL, S1PS, S3L, S3S, S6, S7, S7L e S7S.
  • Nuovi requisiti di resistenza allo scivolamento: cambiano le modalità di prova e la relativa marcatura rispetto alla precedente edizione.
  • Resistenza agli idrocarburi: la sigla FO identifica una proprietà aggiuntiva e non è più un requisito automaticamente previsto per tutte le classi.
  • Nuove marcature aggiuntive: vengono introdotte, tra le altre, le sigle SC per la resistenza all'abrasione del copripuntale e LG per l'aderenza sulle scale.
Queste modifiche consentono di distinguere con maggiore precisione le caratteristiche delle calzature, soprattutto per quanto riguarda la protezione antiperforazione, la resistenza allo scivolamento e la protezione dall'acqua.

Le scarpe certificate EN ISO 20345:2011 sono ancora presenti sul mercato?


È possibile trovare scarpe antinfortunistiche certificate secondo la EN ISO 20345:2011 e modelli certificati secondo la più recente EN ISO 20345:2022.La presenza di una delle due normative non consente, da sola, di stabilire quale prodotto sia più adatto: è sempre necessario verificare le caratteristiche effettivamente certificate e le protezioni richieste dalla propria attività lavorativa.Per qualsiasi valutazione relativa alla conformità normativa e all'utilizzo come dispositivo di protezione individuale, è sempre opportuno fare riferimento alla documentazione fornita dal produttore.

Come riconoscere quale normativa segue una scarpa antinfortunistica?


Per individuare l'edizione della normativa applicata, è necessario controllare la marcatura della calzatura e la documentazione tecnica del produttore.La dicitura EN ISO 20345:2011 oppure EN ISO 20345:2022 permette di identificare l'edizione utilizzata per la certificazione e di interpretare correttamente le sigle riportate.Questo aspetto è particolarmente importante quando si confrontano modelli con classificazioni apparentemente simili, ma certificati secondo edizioni differenti della normativa.

Classi di protezione delle scarpe antinfortunistiche: SB, S1, S1P, S2 e S3

Le classi di protezione SB, S1, S1P, S2 e S3 identificano differenti requisiti delle scarpe antinfortunistiche certificate secondo la normativa EN ISO 20345.Ogni classificazione prevede caratteristiche specifiche che possono riguardare la protezione delle dita, le proprietà antistatiche, l'assorbimento di energia nella zona del tallone, la resistenza alla perforazione e il comportamento della tomaia a contatto con l'acqua. Per comprendere le differenze tra queste sigle è necessario considerare l'edizione della normativa. 

Classe di protezione  Caratteristiche principali 
SB Puntale di sicurezza da 200 J e 15 kN
S1 Requisiti SB + tallone chiuso + proprietà antistatiche + assorbimento di energia nel tallone + resistenza agli idrocarburi (FO)
S1P Requisiti S1 + protezione antiperforazione
S2 Requisiti S1 + resistenza della tomaia alla penetrazione e all'assorbimento dell'acqua
S3 Requisiti S2 + protezione antiperforazione + suola con rilievi

La tabella fa riferimento alla EN ISO 20345:2011. Le proprietà non obbligatorie possono comunque essere presenti come requisiti aggiuntivi certificati.

Scarpe antinfortunistiche SB: cosa significa?


La sigla SB (Safety Basic) identifica le calzature che soddisfano i requisiti fondamentali previsti per le scarpe antinfortunistiche.La caratteristica principale è la presenza di un puntale di sicurezza resistente a urti da 200 J e compressioni da 15 kN.Le scarpe SB non devono necessariamente possedere tutte le caratteristiche aggiuntive previste dalle classi superiori, come le proprietà antistatiche o la resistenza alla perforazione.

Scarpe antinfortunistiche S1: caratteristiche e protezioni


Le scarpe antinfortunistiche S1 comprendono i requisiti fondamentali delle calzature di sicurezza e aggiungono alcune caratteristiche specifiche.Nella classificazione EN ISO 20345:2011, prevedono tallone chiuso, proprietà antistatiche, assorbimento di energia nella zona del tallone e resistenza della suola agli idrocarburi (FO).La classe S1 non richiede obbligatoriamente una protezione antiperforazione o una tomaia resistente alla penetrazione e all'assorbimento dell'acqua.

Scarpe antinfortunistiche S1P: cosa cambia rispetto alle S1?


Le scarpe antinfortunistiche S1P possiedono i requisiti della classe S1, ai quali si aggiunge la resistenza alla perforazione della suola.Questa protezione è progettata per ridurre il rischio di lesioni causate da oggetti appuntiti che potrebbero penetrare attraverso la parte inferiore della calzatura.La sigla S1P, nella EN ISO 20345:2011, non identifica invece una scarpa necessariamente resistente alla penetrazione e all'assorbimento dell'acqua attraverso la tomaia.

Scarpe antinfortunistiche S2: caratteristiche e protezione dall'acqua


Le scarpe antinfortunistiche S2 comprendono i requisiti della classe S1 e aggiungono la resistenza della tomaia alla penetrazione e all'assorbimento dell'acqua.Questa caratteristica è utile negli ambienti nei quali la calzatura può entrare in contatto con acqua o umidità durante le attività lavorative.È importante distinguere questa proprietà dall'impermeabilità dell'intera scarpa: una calzatura S2 non è necessariamente impermeabile, perché la classificazione riguarda specifiche prestazioni del materiale della tomaia.La classe S2 non richiede obbligatoriamente una protezione antiperforazione.

Scarpe antinfortunistiche S3: cosa significa?


Le scarpe antinfortunistiche S3 combinano i requisiti della classe S2 con la protezione antiperforazione e una suola dotata di rilievi.Nella classificazione EN ISO 20345:2011, queste calzature prevedono quindi puntale di sicurezza, proprietà antistatiche, assorbimento di energia nel tallone, resistenza della tomaia alla penetrazione e all'assorbimento dell'acqua e protezione contro la perforazione.Anche in questo caso, la classificazione S3 non garantisce automaticamente l'impermeabilità completa della calzatura.

Qual è la differenza tra scarpe S1P, S2 e S3?


La distinzione principale riguarda la combinazione delle protezioni aggiuntive.Le scarpe S1P prevedono la resistenza alla perforazione, ma non richiedono la resistenza della tomaia alla penetrazione e all'assorbimento dell'acqua.Le scarpe S2 prevedono invece quest'ultima caratteristica, ma non richiedono una protezione antiperforazione.Le scarpe S3 combinano entrambe le protezioni e aggiungono una suola con rilievi.Le classificazioni descritte in questa sezione fanno riferimento alla EN ISO 20345:2011. Nella più recente EN ISO 20345:2022 alcune marcature e alcuni requisiti sono stati modificati o integrati da nuove classificazioni, come S1PL, S1PS, S3L e S3S.La scelta deve sempre dipendere dai rischi presenti nell'ambiente lavorativo e non soltanto dalla classificazione apparentemente più completa.

Nuove classi di protezione EN ISO 20345:2022: S1PL, S1PS, S3L, S3S, S6 e S7

La normativa EN ISO 20345:2022 ha introdotto nuove classi di protezione per le scarpe antinfortunistiche, con l'obiettivo di identificare più precisamente alcune caratteristiche delle calzature.Tra le principali novità troviamo le classificazioni S1PL, S1PS, S3L, S3S, S6, S7, S7L e S7S, che permettono di distinguere differenti tipologie di protezione antiperforazione e requisiti di resistenza all'acqua.Per comprendere queste sigle è importante conoscere il significato delle marcature P, PL e PS, utilizzate per identificare le prestazioni degli inserti antiperforazione.

Protezione antiperforazione: differenze tra P, PL e PS


Sigla Significato
P Inserto antiperforazione metallico, sottoposto a prova con chiodo da 4,5 mm
PL Inserto antiperforazione non metallico, sottoposto a prova con chiodo da 4,5 mm
PS Inserto antiperforazione non metallico, sottoposto a prova con chiodo da 3,0 mm

La differenza tra PL e PS riguarda principalmente il diametro del chiodo utilizzato durante la prova.La marcatura PS identifica una protezione non metallica sottoposta a una prova con chiodo di diametro inferiore rispetto a PL, permettendo di distinguere differenti condizioni di prova previste dalla normativa.Questo non significa che una calzatura PS sia automaticamente superiore sotto ogni aspetto: la scelta deve considerare le caratteristiche della protezione e i rischi presenti nell'ambiente lavorativo.

Scarpe antinfortunistiche S1PL e S1PS: cosa significano?


Le scarpe antinfortunistiche S1PL e S1PS possiedono i requisiti della classe S1, ai quali si aggiunge una protezione antiperforazione non metallica.La differenza riguarda la prova alla quale viene sottoposto l'inserto:
  • S1PL: protezione antiperforazione non metallica, provata con chiodo da 4,5 mm.
  • S1PS: protezione antiperforazione non metallica, provata con chiodo da 3,0 mm.
Entrambe le classificazioni prevedono un puntale di sicurezza resistente a 200 J, ma non richiedono necessariamente una tomaia resistente alla penetrazione e all'assorbimento dell'acqua.

Scarpe antinfortunistiche S3L e S3S: quali sono le differenze?


Le scarpe antinfortunistiche S3L e S3S appartengono alle nuove classificazioni introdotte dalla EN ISO 20345:2022.Entrambe comprendono i requisiti della classe S2, ai quali si aggiungono una protezione antiperforazione non metallica e una suola con rilievi.La distinzione riguarda il tipo di prova antiperforazione:
  • S3L: inserto non metallico sottoposto a prova con chiodo da 4,5 mm.
  • S3S: inserto non metallico sottoposto a prova con chiodo da 3,0 mm.
Le calzature S3L e S3S prevedono inoltre la resistenza della tomaia alla penetrazione e all'assorbimento dell'acqua, ma non garantiscono automaticamente l'impermeabilità dell'intera scarpa.

Scarpe antinfortunistiche S6: cosa significa?


La classe S6 è stata introdotta dalla EN ISO 20345:2022 per identificare calzature che comprendono i requisiti della classe S2 e la resistenza all'acqua dell'intera calzatura (WR).La differenza rispetto alla classe S2 è quindi importante: mentre S2 prevede requisiti relativi alla penetrazione e all'assorbimento dell'acqua attraverso la tomaia, S6 aggiunge una prova che riguarda la calzatura completa.La classificazione S6 non richiede obbligatoriamente una protezione antiperforazione.

Scarpe antinfortunistiche S7, S7L e S7S: cosa significano?


Le scarpe antinfortunistiche S7, S7L e S7S combinano i requisiti delle rispettive classi S3, S3L e S3S con la resistenza all'acqua dell'intera calzatura (WR).Le differenze principali sono:
  • S7: protezione antiperforazione metallica, suola con rilievi e resistenza all'acqua dell'intera calzatura.
  • S7L: protezione antiperforazione non metallica provata con chiodo da 4,5 mm, suola con rilievi e resistenza all'acqua dell'intera calzatura.
  • S7S: protezione antiperforazione non metallica provata con chiodo da 3,0 mm, suola con rilievi e resistenza all'acqua dell'intera calzatura.
Queste classificazioni permettono di riconoscere le calzature che associano una protezione contro la perforazione a requisiti specifici di resistenza all'acqua, distinguendo anche la tipologia di inserto protettivo.

Tabella comparativa delle nuove classi di protezione


Classe Caratteristiche principali
S1PL Requisiti S1+ protezione antiperforazione non metallica testata con chiodo da 4,5 mm
S1PS Requisiti S1 + protezione antiperforazione non metallica testata con chiodo da 3,0 mm
S3L Requisiti S2 + protezione antiperforazione non metallica da 4,5 mm + suola con rilievi
S3S Requisiti S2 + protezione antiperforazione non metallica da 3,0 mm + suola con rilievi
S6 Requisiti S2 + resistenza all'acqua dell'intera calzatura (WR)
S7 Requisiti S3 + resistenza all'acqua dell'intera calzatura (WR)
S7L Requisiti S3L + resistenza all'acqua dell'intera calzatura (WR)
S7S Requisiti S3S + resistenza all'acqua dell'intera calzatura (WR)



Le caratteristiche riportate fanno riferimento alla norma EN ISO 20345:2022. Le singole calzature possono possedere ulteriori proprietà certificate indicate tramite marcature aggiuntive.

Come scegliere tra le nuove classi di protezione?


La scelta tra S1PL, S1PS, S3L, S3S, S6 e S7 dipende principalmente dai rischi di perforazione e dalle condizioni di esposizione all'acqua.Negli ambienti in cui è necessaria una protezione antiperforazione, è importante valutare il tipo di inserto e le relative prestazioni. Quando invece l'attività comporta un'esposizione significativa all'acqua, può essere necessario orientarsi verso calzature con requisito WR, verificando che anche le altre protezioni siano adeguate.Non esiste una classe universalmente migliore: la calzatura deve essere scelta in funzione dei rischi effettivi e dei requisiti richiesti per l'attività professionale.


Scarpe antinfortunistiche S4 e S5: caratteristiche degli stivali di sicurezza

Le classi di protezione S4 e S5 identificano calzature di sicurezza interamente realizzate in gomma o materiali polimerici, generalmente sotto forma di stivali antinfortunistici destinati ad ambienti di lavoro caratterizzati dalla presenza di acqua, fango e altre condizioni che richiedono materiali specifici.Entrambe le classificazioni rientrano nella normativa EN ISO 20345 e prevedono un puntale di sicurezza resistente a urti da 200 J e compressioni da 15 kN.La differenza principale tra S4 e S5 riguarda la presenza della protezione antiperforazione e le caratteristiche della suola.

Stivali antinfortunistici S4: cosa significa?


Gli stivali antinfortunistici S4 sono calzature di sicurezza interamente stampate o vulcanizzate, realizzate in materiali come gomma o polimeri.Oltre al puntale di sicurezza, la classificazione S4 prevede proprietà antistatiche e assorbimento di energia nella zona del tallone.Questi stivali possono essere utilizzati, quando adeguati ai rischi presenti, in attività che richiedono calzature resistenti all'ingresso dell'acqua grazie alla loro struttura e ai materiali impiegati.La classe S4, tuttavia, non richiede obbligatoriamente una protezione antiperforazione.

Stivali antinfortunistici S5: cosa significa?


Gli stivali antinfortunistici S5 comprendono i requisiti della classe S4 e aggiungono la resistenza alla perforazione e una suola dotata di rilievi.Queste caratteristiche li rendono una possibile soluzione per attività in cui, oltre alla presenza di acqua o fango, esiste il rischio di entrare in contatto con oggetti appuntiti presenti sul terreno.Gli stivali S5 possono essere impiegati, quando le loro caratteristiche risultano adeguate, in determinati contesti agricoli, edili, industriali e di manutenzione.La classificazione S5 non garantisce automaticamente la resistenza a sostanze chimiche specifiche: eventuali protezioni aggiuntive devono essere verificate nella documentazione tecnica del produttore.

Qual è la differenza tra stivali S4 e S5?


La distinzione principale è la protezione contro la perforazione della suola, obbligatoria nella classe S5 ma non nella S4.
  • Classe S4: Puntale di sicurezza da 200 J, struttura interamente in gomma o polimeri, proprietà antistatiche e assorbimento di energia nel tallone.
  • Classe S5: Requisiti S4 + protezione antiperforazione e suola con rilievi.
Le caratteristiche sopra riportate riassumono i requisiti principali delle classi S4 e S5. Per i modelli certificati secondo la EN ISO 20345:2022 è opportuno verificare anche l'eventuale distinzione tra le marcature antiperforazione P, PL e PS.

Quando scegliere stivali antinfortunistici S4 o S5?


La scelta tra stivali di sicurezza S4 e S5 deve basarsi sulle condizioni dell'ambiente lavorativo e sui rischi individuati.Gli stivali S4 possono essere adeguati quando sono richiesti un puntale di sicurezza e le altre caratteristiche previste dalla classe, ma non è necessaria una protezione antiperforazione.Gli stivali S5 sono invece indicati quando, oltre a tali requisiti, è richiesta anche una protezione contro la perforazione della suola.In entrambi i casi è importante verificare eventuali caratteristiche aggiuntive, come la resistenza allo scivolamento, agli idrocarburi o a particolari agenti chimici, senza considerarle automaticamente garantite dalla sola classificazione S4 o S5.

Sigle delle scarpe antinfortunistiche: significato di FO, SR, HRO, HI, CI, LG e altre marcature

Oltre alle classi di protezione SB, S1, S1P, S2, S3 e S7, sulle scarpe antinfortunistiche possono comparire ulteriori sigle che identificano specifiche caratteristiche tecniche della calzatura.Le marcature aggiuntive permettono di riconoscere proprietà come la resistenza allo scivolamento, il comportamento della suola a contatto con il calore, l'isolamento termico e la resistenza agli idrocarburi.

Significato delle principali sigle

  • FO: resistenza della suola agli idrocarburi.
  • SR: resistenza allo scivolamento secondo i requisiti previsti dalla EN ISO 20345:2022.
  • HRO: resistenza della suola al calore per contatto.
  • HI: isolamento dal calore.
  • CI: isolamento dal freddo.
  • LG: aderenza sui pioli delle scale.
  • SC: resistenza all'abrasione del copripuntale.
  • WR: resistenza all'acqua dell'intera calzatura.
  • WPA: resistenza della tomaia alla penetrazione e all'assorbimento dell'acqua.
  • P: protezione antiperforazione con inserto metallico.
  • PL: protezione antiperforazione con inserto non metallico, prova con chiodo da 4,5 mm.
  • PS: protezione antiperforazione con inserto non metallico, prova con chiodo da 3,0 mm.
  • M: protezione metatarsale.
  • AN: protezione del malleolo.
  • CR: resistenza al taglio della tomaia.
  • C: calzatura conduttiva.
  • A: calzatura antistatica.
  • E: assorbimento di energia nel tallone.

Le marcature aggiuntive sono sempre obbligatorie?


Non tutte le sigle rappresentano requisiti obbligatori per qualsiasi scarpa antinfortunistica.Alcune proprietà sono già comprese nella classe di protezione dichiarata, mentre altre identificano prestazioni aggiuntive che il produttore può certificare.Per questo motivo, quando si confrontano due modelli appartenenti alla stessa classe, è importante verificare anche le marcature aggiuntive riportate nella scheda tecnica e nella documentazione del prodotto.

Come leggere la classificazione completa di una scarpa antinfortunistica?


La classificazione di una scarpa antinfortunistica è generalmente composta da:
  • Normativa di riferimento (ad esempio EN ISO 20345:2022);
  • Classe di protezione (ad esempio S1PS, S3S o S7);
  • Marcature aggiuntive (ad esempio FO, SR, HRO, CI o ESD).
Ad esempio, una classificazione come S3S FO SR ESD identifica una scarpa con protezione antiperforazione non metallica, resistenza agli idrocarburi, resistenza allo scivolamento e proprietà ESD.È importante ricordare che le sigle devono essere interpretate nel loro insieme: un maggior numero di marcature non identifica automaticamente una calzatura migliore, ma semplicemente una scarpa dotata di caratteristiche aggiuntive che potrebbero essere utili solo in determinati ambienti di lavoro.La scelta deve quindi basarsi sui rischi effettivamente presenti e sulle protezioni realmente necessarie per l'attività svolta.

Scarpe antistatiche ed ESD: quali sono le differenze?

Le scarpe antistatiche e le scarpe ESD sono calzature professionali progettate per contribuire al controllo delle cariche elettrostatiche. Sebbene vengano spesso considerate equivalenti, presentano requisiti differenti e possono essere destinate ad ambienti lavorativi con esigenze specifiche.La principale differenza riguarda i valori di resistenza elettrica e le modalità di verifica delle prestazioni. Le proprietà antistatiche sono disciplinate dalle normative relative alle calzature professionali, mentre le caratteristiche ESD fanno riferimento a requisiti specifici per la protezione dei componenti sensibili alle scariche elettrostatiche.

Differenze tra scarpe antistatiche ed ESD


  • Scarpe antistatiche (A): progettate per contribuire alla dissipazione delle cariche elettrostatiche secondo i requisiti previsti dalla EN ISO 20345.
  • Scarpe ESD: progettate per il controllo delle scariche elettrostatiche in ambienti con componenti e apparecchiature sensibili.
  • Le scarpe ESD non costituiscono una classe di protezione autonoma: una calzatura può essere, per esempio, S1PS ESD oppure S3S ESD.
  • Né le scarpe antistatiche né le scarpe ESD sono dispositivi di protezione contro il rischio di folgorazione.

Cosa significa A nelle scarpe antinfortunistiche?


La sigla A identifica le proprietà antistatiche della calzatura previste dalla normativa EN ISO 20345.Le scarpe antistatiche sono progettate per contribuire a dissipare le cariche elettrostatiche accumulate durante il movimento e il contatto con le superfici.Secondo i requisiti della EN ISO 20345, la resistenza elettrica delle calzature antistatiche deve essere superiore a 100 kΩ e non superiore a 1.000 MΩ, nelle condizioni di prova previste dalla norma.La proprietà antistatica è già compresa in diverse classi di protezione, come S1, S1P, S2, S3, S1PS e S3S, e non deve quindi essere necessariamente riportata come marcatura separata.È importante ricordare che le scarpe antistatiche non sono calzature elettricamente isolanti e non devono essere utilizzate come protezione specifica contro il rischio di folgorazione.

Cosa significa ESD nelle scarpe antinfortunistiche?


La sigla ESD (Electrostatic Discharge) identifica calzature progettate per contribuire a controllare le scariche elettrostatiche in ambienti nei quali queste possono danneggiare componenti e apparecchiature sensibili.Le caratteristiche ESD vengono generalmente verificate secondo i requisiti della serie EN IEC 61340, dedicata al controllo dei fenomeni elettrostatici.Le scarpe ESD sono particolarmente utilizzate nelle attività di produzione, assemblaggio, manutenzione e manipolazione di componenti elettronici sensibili.La presenza della sigla ESD non identifica una classe di protezione antinfortunistica autonoma: una calzatura può essere, per esempio, S1PS ESD, S3S ESD o appartenere ad altre classi di protezione.

Le scarpe antistatiche sono anche ESD?


Non tutte le scarpe antistatiche sono certificate ESD.Una calzatura può soddisfare i requisiti antistatici previsti dalla EN ISO 20345 senza rispettare necessariamente quelli richiesti per l'impiego in ambienti protetti dalle scariche elettrostatiche.Le calzature ESD devono invece possedere caratteristiche elettriche compatibili con i requisiti del sistema di controllo elettrostatico adottato nell'ambiente lavorativo.Per questo motivo, la presenza della classificazione S1, S3, S1PS o S3S non è sufficiente per identificare una scarpa come ESD.

Quando scegliere scarpe antinfortunistiche ESD?


Le scarpe antinfortunistiche ESD possono essere necessarie negli ambienti in cui le scariche elettrostatiche rappresentano un rischio per componenti elettronici o apparecchiature sensibili.Tra gli esempi rientrano determinati reparti di produzione elettronica, laboratori, attività di assemblaggio e aree di lavoro protette ESD, comunemente indicate come EPA (Electrostatic Protected Area).In questi contesti, la scelta delle calzature deve essere coordinata con gli altri elementi del sistema di protezione, come pavimentazioni, superfici di lavoro e procedure di controllo elettrostatico.Le scarpe ESD non sono invece automaticamente idonee a qualsiasi ambiente con rischio elettrico e non sostituiscono le calzature isolanti previste per specifiche attività elettriche.

Come riconoscere una scarpa antinfortunistica ESD?


Per verificare se una calzatura possiede proprietà ESD è necessario consultare la scheda tecnica e la documentazione del produttore, controllando i requisiti e gli standard dichiarati.Una scarpa può riportare una classificazione come S1PS FO SR ESD: in questo caso, S1PS identifica la classe di protezione antinfortunistica, FO e SR indicano proprietà aggiuntive, mentre ESD riguarda le caratteristiche di controllo delle scariche elettrostatiche.È quindi importante distinguere le marcature previste dalla EN ISO 20345 dalle ulteriori caratteristiche tecniche dichiarate per la calzatura.

Quale classe di protezione delle scarpe antinfortunistiche scegliere in base al lavoro?

La scelta della classe di protezione delle scarpe antinfortunistiche dipende dai rischi presenti nell'ambiente lavorativo e dalle caratteristiche delle attività svolte.Le classificazioni S1, S1P, S1PS, S3, S3S, S7 e S7S identificano differenti combinazioni di requisiti e non rappresentano una semplice graduatoria dalla scarpa meno protettiva a quella più sicura.Per individuare la calzatura più adatta è necessario considerare la possibile caduta di oggetti, il rischio di schiacciamento, la presenza di materiali appuntiti sul terreno, l'esposizione all'acqua e le eventuali condizioni termiche o elettriche dell'ambiente di lavoro.

Classi di protezione da valutare in base all'ambiente di lavoro


  • Magazzini e logistica: S1, S1P, S1PS oppure S3S in funzione dei rischi di schiacciamento e perforazione.
  • Officine meccaniche: S1P, S3 o S3S; valutare l'eventuale marcatura FO in presenza di oli e idrocarburi.
  • Cantieri edili: S3, S3L, S3S ed eventualmente S7 o S7S quando è richiesta una maggiore resistenza all'acqua.
  • Industria e produzione: S1, S1PS o S3S; possono essere utili marcature aggiuntive come SR, HRO o altre proprietà specifiche.
  • Lavori all'aperto: S3, S3S, S7 o S7S; valutare la marcatura CI in presenza di basse temperature.
  • Agricoltura e manutenzione del verde: S3, S5, S7 o S7S a seconda delle condizioni di lavoro.
  • Produzione elettronica: classe di sicurezza adeguata ai rischi meccanici presenti, con proprietà ESD documentate quando richieste.
Le indicazioni riportate sono orientative e non sostituiscono la valutazione dei rischi. La classe di protezione deve sempre essere scelta in base alle condizioni effettive di lavoro e alle protezioni richieste per l'attività svolta.

Quali scarpe antinfortunistiche scegliere per il magazzino?


Nei magazzini e nelle attività logistiche è importante valutare soprattutto i rischi di schiacciamento e caduta delle merci, oltre all'eventuale presenza di oggetti appuntiti sul pavimento.Le scarpe S1 possono essere adeguate quando è richiesto un puntale di sicurezza ma non sono necessarie protezioni aggiuntive contro la perforazione o l'acqua.Quando è presente anche un rischio di perforazione, possono essere necessarie calzature S1P o S1PS. In ambienti con ulteriori esigenze legate all'umidità, possono essere valutate classi come S3 o S3S.

Quali scarpe antinfortunistiche scegliere per l'edilizia?


Nei cantieri edili possono essere presenti rischi legati alla caduta di materiali, allo schiacciamento dei piedi, alla perforazione della suola e al contatto con acqua o superfici irregolari.Le scarpe antinfortunistiche S3 e S3S comprendono protezioni che possono risultare adatte a molte di queste condizioni.Quando è necessaria anche la resistenza all'acqua dell'intera calzatura, possono essere considerate classificazioni come S7 o S7S.

Quali scarpe antinfortunistiche scegliere per l'officina?


Nelle officine meccaniche è importante valutare i rischi derivanti dalla caduta di utensili, dalla presenza di materiali appuntiti e dal possibile contatto della suola con oli o altre sostanze.Le scarpe S1P, S3 e S3S possono essere prese in considerazione in funzione delle protezioni necessarie.Quando è richiesta la resistenza della suola agli idrocarburi, è importante verificare la presenza della marcatura FO, soprattutto nei modelli certificati secondo la EN ISO 20345:2022.

Quali scarpe antinfortunistiche scegliere per lavorare all'aperto?


Per le attività professionali all'aperto, oltre ai rischi meccanici, è necessario considerare l'esposizione all'acqua, al freddo e alle condizioni del terreno.Le scarpe S3 e S3S prevedono specifici requisiti di resistenza della tomaia alla penetrazione e all'assorbimento dell'acqua, mentre le S7 e S7S aggiungono la resistenza all'acqua dell'intera calzatura.In presenza di basse temperature può essere utile verificare anche la marcatura CI, relativa all'isolamento dal freddo.

Quali scarpe antinfortunistiche scegliere per ambienti con rischio ESD?


Negli ambienti dedicati alla produzione e alla manipolazione di componenti elettronici sensibili può essere necessario utilizzare scarpe con proprietà ESD.La classe di protezione antinfortunistica deve essere scelta in base ai rischi meccanici presenti, mentre le proprietà ESD devono risultare compatibili con i requisiti del sistema di controllo elettrostatico adottato.Una calzatura classificata S1, S3, S1PS o S3S non è automaticamente ESD: questa caratteristica deve essere espressamente dichiarata dal produttore.

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Tale programma di sicurezza è elaborato esclusivamente per transazioni attraverso carta Visa e Mastercard.
Se un titolare di carta di credito è iscritto al programma di sicurezza 3-D-secure, dopo l’inserimento dei dati dell’ordine si apre un’altra finestra d’interrogazione connessa alla banca del cliente, che richiederà di inserire il “secure code” (una password scelta dal cliente). Solo inserendo la password esatta, la transazione sarà eseguita. Si prega di contattare la propria banca per sapere se la carta di credito utilizzata è abilitata a questo servizio.
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